La Martagana n.3-2025

Primo piano

A.A.A.
Vendesi isolotto di Punta Pennata

di Manuela Piancastelli

A.A.A. Vendesi isolotto di Punta Pennata

La notizia rotola come una bomba sui siti e nelle redazioni di giornali. Pun- ta Pennata, l’isolotto immerso nelle acque cristalline di Bacoli, di fronte al porticciolo di Miseno, è in vendita. La famiglia napoletana dell’ingegner Raiola, proprietaria di quell’isola che prende il nome dalla forma a penna d’uccello (o dalla presenza di un altare dedicato ai Penati, divinità protettrici della casa), ha affidato le trattative a Sotheby’s International Realty.
Si tratta di una delle immobiliari più importanti nel settore del lusso, con uffici a Napoli a Palazzo Partanna in piazza de’ Martiri.

Come leggiamo sul sito Sotheby’s, l’isolotto “circondato da una lussureggiante vegetazione mediterranea e da reperti romani, offre un rifugio affascinante e unico nel suo genere. Al suo centro, una villa allo stato grezzo, completa di una spaziosa dépendance, si pone quale opportunità ideale per essere trasformata in una raffinata proprietà… Punta Pennata si configura come un’opportunità unica ed esclusiva per un investimento di prestigio”. L’isolotto ospita una struttura di circa 200 metri quadrati, con dépendance e una discesa privata al mare. Punta Pennata è una lingua di terra staccatasi dalla terraferma nel 1966 dopo una mareggiata, e dallo Schiacchietiello è separato per circa 50 metri dal mare, mare che dallo scorso anno è diventato parte dell’Area Marina protetta del Parco archeologico dei Campi Flegrei. E difatti Punta Pennata non è tutta privata ma in parte anche del Demanio.

Al momento non è dato saperne il prezzo ma si è già fatto avanti il sindaco di Bacoli: “Appena avuto la notizia, ho fatto contattare la Sotheby’s. Vogliamo comprarla noi e trasformarla in un bene della comunità, come è avvenuto a Procida con Vivara” – dice Josi Gerardo Della Ragione. Non mancano però le incognite legate agli obblighi demaniali e alla possibilità di prelazione da parte dello Stato.

Chi ha avuto il privilegio di percorrerla in passeggiata, come Ciro Amoroso, per decenni appassionato riferimento dell’Ufficio Turistico del Comune di Bacoli, laurea honoris causa in Scienze del Turismo, così la descrive: “dal piccolo attracco dello Schiacchetiello, un breve viottolo s’inerpica su per lo sperone tufaceo, fino ad una casa colonica… Il tortuoso sentiero, marcato da un intenso profumo di ginestre e resina di pino, mostra scorci naturalistici, paesaggistici e archeologici degni di attenzione. Mentre i terrazzi del versante solatio sono stati attrezzati quasi come degli antichi “campi centuriati”, vale a dire in spazi quadrati per la coltivazione di ortive e di vitigni di aglianico e falanghina, poco oltre, risparmiata dall’antropizzazione, si assiste alla naturale esplosione primave- rile della macchia mediterranea.

La fitta prateria cespugliata, la sterpaglia e la terra assetata, dissodata e resa fertile dalla sapiente mano del colono, sono all’età imperiale”. E l’isola è attraversata illuminatedaspruzziintensidicolorecre- dagrotte(nellapaginaprecedentelaGrot- misino di papaveri e da bianchi cespugli ta del Corallo) che erano funzionali ad evi- dimargherite…Giuntialcentrodell’isolot- tarel’insabbiamentodelporto. to,nonsiodealcunrumore,trannecheil Dunque,unparadisononsolosottoilpro- cantostriduloemalinconicodeigabbiani. filopaesaggisticomaanchearcheologico. Lì,sullasommità,neipressidiunapicco- Potrebbeinfattiaccoglieredelledipenden- laabitazionemonocellulare,sonovisibilii zedellaVilladiPlinioilVecchio(dalleulti- corposi resti di una residenza ascrivibile me testimonianze storiche-archeologiche